cibi curare prostata ingrossata

Prostata ingrossata: cosa mangiare e cibi da evitare

Uno dei disturbi più frequenti negli uomini dopo i 50 anni è l’ipertrofia prostatica benigna, cioè l’ingrossamento della prostata.

Sebbene in forma benigna, questa patologia può avere ricadute spiacevoli sulla vita relazionale dell’uomo, dunque, oltre ad una diagnosi precoce, occorre intervenire per limitare i danni ed evitare un peggioramento della situazione.

Senza dover ricorre necessariamente a farmaci, combattere contro la prostata ingrossata non è un grosso problema: basta seguire una corretta dieta alimentare, garantirsi una costante disintossicazione intestinale (evitare situazioni di stipsi o diarrea frequenti) e svolgere attività fisica regolarmente.

Affidarsi alla dieta mediterranea può essere utile non solo a contrastare i sintomi di una prostata ingrossata ma soprattutto a prevenirla.

 

Alimenti alleati della prostata

Una buona regola per gli uomini che soffrono della prostata ingrossata è bere ogni mattina un bicchiere di acqua a digiuno, che irriga direttamente tutti gli organi, e berne complessivamente circa 2 litri nell’arco della giornata, a piccoli sorsi lontano dai pasti, in modo da diluire l’urina ed evitare che il suo ristagno nella vescica, frequente nei pazienti prostatici, dia origine ad infezioni batteriche.
 
E’ importante assumere alimenti ricchi di antiossidanti come frutta e verdura, che contengono caroteni, vitamina C, zinco, vitamina D, licopene, cioè principi nutrivi che svolgono azione protettiva nei confronti della prostata.
Bisogna assumere regolarmente frutta fresca, soprattutto agrumi e kiwi, ed evitare i succhi prodotti industrialmente, mentre si raccomanda il consumo, almeno 3 volte alla settimana, di verdure soprattutto crocifere come broccoli, verze, cavoli.
 
I pomodori sotto qualsiasi forma (cotti, crudi, passata, concentrato), sono importantissimi nella lotta contro l’ipertrofia della prostata, grazie al loro ricco contenuto in licopene, un potente antiossidante contenuto in misura minore anche nell’anguria, nella papaya, nella pera gialla, nelle albicocche e negli ortaggi rossi.
 
A tavola via libera a pane, pasta, riso integrali, ricchi di fibre, così come ad orzo e farro.
Nei soggetti affetti da ipertrofia prostatica è consigliata una dieta ipoproteica con moderato consumo di carne bianca e di pesce d’acqua fredda come salmone, tonno, sardine o sgombri ricchi di omega-3, per l’apporto proteico è preferibile invece ricorrere ai legumi e ai derivati dalla soia, infatti delle indagini svolte tra gli uomini dei paesi asiatici, grossi consumatori di soia, hanno rilevato rari casi di prostatite.

Come condimento si deve usare esclusivamente olio extravergine di oliva.

 

Tra le bevande è utile il consumo di the verde e di 250 ml al giorno di succo di melograno, potenti antinfiammatori e antiossidanti.Prostata ingrossata: cibi da evitare
Probabilmente l’ingrossamento della prostata è dovuto ad una variazione nella composizione chimica del testosterone che, ad una certa età, porta alla formazione di fibre di collagene che determinano un aumento del volume della prostata stessa. 
Questa patologia non è da sottovalutare in quanto può sfociare in problemi fisici e psicologici, quindi, in seguito ad una diagnosi di ipertrofia prostatica benigna bisogna porre molta attenzione al regime alimentare da seguire ed eliminare le sostanze irritanti per la prostata.

Per alleviare i sintomi di una prostatite bisogna evitare i cibi salati, speziati, piccanti e le fritture.

Tra gli alimenti banditi dalla tavola dei pazienti con prostata ingrossata vi sono la carne rossa, i latticini e gli zuccheri raffinati.

 

Hanno un’azione irritante sulla prostata sostanze come la caffeina, quindi bisogna eliminare dalla dieta dei soggetti prostatici caffè, cioccolato, the, coca cola e tutte le bevande che ne contengono.
A proposito di bevande, occorre limitare solo ad alcuni eventi l’assunzione di bevande alcoliche, infatti l’alcol svolge un’azione disidratante molto nociva per la prostata. Anche la birra è da evitare in quanto i lieviti utilizzati per la sua produzione possono continuare a fermentare all’interno della prostata con la produzione di batteri dannosi.

 

Potrebbe interessarti: