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Differenza tumore e cancro

Nel gergo comune i vocaboli “tumore” e “cancro” vengono utilizzati con lo stesso significato. In medicina, invece, i due termini non sono equivalenti.

Tumore” deriva dalla parola latina “tumor” (gonfiore/rigonfiamento); identifica una crescita fuori controllo delle cellule in alcune parti del corpo (organi e tessuti) che va ad alterarne il funzionamento e la struttura.

In generale i tumori (detti anche “neoplasie” nel linguaggio tecnico) si distinguono in benigni e maligni a seconda della gravità della patologia: con la parola “cancro” la medicina si riferisce esclusivamente ai tumori maligni.

Cancro deriva dal latino “cancer” che significa “granchio”.

La scelta di questa parola come sinonimo di tumore è collegata alla somiglianza fra le vene allargate, caratteristica del tumore maligno, e le zampe del granchio. L’equivalenza di significato non è quindi tra tumore (neoplasia) e cancro ma tra cancro e tumore maligno.

 

Tumore (neoplasia) benigno e tumore maligno (cancro)

Di norma le cellule del nostro corpo crescono, si dividono e poi muoiono seguendo un percorso “regolare”. Esse contengono il nostro DNA e, in generale, se per qualche motivo questo DNA subisce un danno, la cellula cerca prima di risolvere il problema: solo se non ci riesce, scatta un meccanismo di sopravvivenza che porta la cellula danneggiata ad essere eliminata in maniera naturale dal nostro organismo.

A differenza di quelle “normali”, le cellule tumorali non seguono questo percorso: in esse il DNA che ha subito il danno non viene riparato e le cellule danneggiate continuano a vivere. E non solo: esse prolificano a dismisura dando vita ad altre cellule difettose.

Questa proliferazione accomuna sia il tumore benigno che quello maligno, però, mentre la neoplasia benigna rimane confinata all’interno dell’organo/tessuto in cui si è sviluppata, quella maligna emigra, invade organi e tessuti limitrofi, estendendosi pian piano a tutto l’organismo attraverso il flusso sanguigno o linfatico, fino a compromettere organi fondamentali quali polmone, fegato e cervello. Parliamo in questo caso della formazione di metastasi.

 

Principali tipologie di tumori benigni e maligni

Mentre con i tumori benigni (fibromi uterini, angiomi, polpi nasali, cisti ovariche) è possibile convivere, nel caso dei tumori maligni bisogna trovare una soluzione perché, nella maggior parte dei casi, sono mortali.

A seconda del tipo di tessuto in cui si vengono a creare i tumori maligni si distinguono in: sarcomi, carcinomi e leucemia.

I sarcomi si originano all’interno dei tessuti molli: vasi sanguigni e linfatici, muscoli, nervi e grasso corporeo.

I carcinomi invece riguardano quei tessuti che proteggono l’organo dall’esterno o che producono e/o assorbono alcune sostanze (utero, prostata, polmoni, colon.retto, mammelle).

La leucemia è lo specifico tumore del sangue.

 

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