Una pianta contro le disfunzioni alla prostata


Sempre più spesso, accanto alla medicina tradizionale e ‘chimica’ troviamo cure alternative e naturali. La conoscenza delle piante in ambito medico e officinale è importante e da riscoprire, così come il gusto per le arti erboristiche. È possibile che nelle piante, nelle erbe e nei fiori che vediamo ogni giorno si celino proprietà curative e benefiche inaspettate? Parrebbe proprio di sì, e sarebbe buono che ognuno di noi si prendesse il tempo di scoprire i valori delle cure officinali e le piante più comuni e di utile utilizzo.
Pensiamo per esempio alla Serenoa Repens, una pianta della famiglia delle Arecaceae. È chiamata anche sabal serrulata, nome con il quale appare più frequentemente nei testi di medicina alternativa, e come Saw Palmetto, nome con cui viene comunemente chiamata negli Stati Uniti. Ha l’aspetto di una piccola palma, presenta in periodo fiori bianchi e i suoi frutti sono simili a bacche gialle. Sono proprio queste bacche ad essere utilizzate in ambito medico.

Questa pianta è nota per le sue proprietà ed è stata utilizzata fin dall’inizio del XX secolo per trattare i problemi alle vie urinarie, aumentare la libido e per stimolare l’aumento degli spermatozoi e risolvere i problemi di fertilità nell’uomo. Si hanno inoltre testimonianze che attestano l’utilizzo della serenoa repens già in tempi più remoti, era infatti alla base del ricettario medico dei Nativi Americani. Possiamo quindi considerarla una soluzione miracolosa alle disfunzioni urinarie e sessuali, o addirittura una cura al cancro prostatico, così come spesso viene definita da chi ne promuove la vendita? Occorre cautela e, come sempre, informazione.
Ripercorriamo quindi l’utilizzo prettamente medico che si è fatto finora della serenoa repens e per quali disturbi accertati ne è stato comprovato l’effetto. È stato accertato l’uso di questa pianta nel trattamento dell’iperplasia prostatica benigna, un aumento di volume della ghiandola prostatica, che non ha cause tumorali e non ha nulla a che vedere con il cancro della prostata. In questo caso viene ormai normalmente consigliata e prescritta.

Come funziona però esattamente questa pianta, pare un mistero. Sappiamo che contiene alcune sostanze fitochimiche che sono evidentemente efficaci per ridurre e curare l’iperplasia prostatica, riducendo quindi l’aumento di volume innaturale della ghiandola. Alcuni ricercatori pensano che la serenoa repens possa agire direttamente sui livelli di testosterone all’interno del corpo e forse ridurre quegli enzimi preposti alla crescita delle cellule prostatiche. Per questo vengono comunemente attribuite a questa pianta proprietà antinfiammatorie, sebbene non ci siano termini di paragone precisi per preferirla ai più verificati e comuni medicinali antinfiammatori.
Il consiglio è quindi quello di non utilizzare la serenoa repens come un medicinale omeopatico di automedicazione in caso di ingrossamento della prostata. Se il vostro problema reale fosse il ben più temibile cancro prostatico, non potreste capirlo da soli e usare questa pianta non porterebbe assolutamente a nessun beneficio terapeutico. La cosa più saggia da fare è quindi contattare il prima possibile il vostro medico (o un dottore competente nel settore) che valuterà la vostra situazione e, dopo le analisi necessarie, suggerirà le terapie da seguire.

In commercio si possono trovare varie versioni di questo derivato vegetale, si può comprare infatti sotto forma di bacche essiccate, polverizzata in capsule, pillole, tinture liquide e estratti di acidi essenziali grassi (liposteroli). È importante verificare che l’etichetta riporti gli ingredienti, solitamente la percentuale standard di acidi grassi e steroli contenuti nel prodotto non dovrebbe essere inferiore all’85-95 percento per un’adeguata efficacia. Sono anche in vendita tisane alle erbe che contengono serenoa repens, ma non hanno molto valore dato che gli ingredienti attivi della pianta e gli acidi grassi non sono solubili in acqua e dunque vanno completamente persi se semplicemente infusi.

Non è realistico aspettarsi risultati miracolosi e rapidissimi. Possono trascorrere anche due mesi prima di avvertire il beneficio delle proprietà di questa pianta. In caso di pressione alta, problemi di stomaco e disfunzioni al fegato, è da assumere con cautela. Dovranno prestare attenzione anche gli individui particolarmente sensibili a cure o sbalzi ormonali, dato i possibili effetti sugli ormoni della serenoa repens. In ultima analisi, è saggio informarsi bene e in caso di dubbi rifarsi ad un parere medico.

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